dopotutto anche i tre moschettieri eran quattro

31 gennaio, 2011

conoscevo Dodi dei Pooh, Roby dei Pooh e Red dei Pooh.
Winnie dei Pooh invece non mi risulta mica.


piccola imprenditoria

19 dicembre, 2010

Pino Scotti di Bussana Vecchia (IM) (segno zodiacale dell’odontotecnico) aveva messo su un attività che ci faceva un mucchio di soldi.

allevava bambini con l’apparecchio da noleggiare come controfigure per Io Canto quando c’eran da fare i primi piani sulle bocche.


monumenti riciclati

23 giugno, 2008

dice il professor Sferotti, titolare della cattedra di teologia a Vico Equense (NA) e di quella di geometria a Gallico (RC), che quando nostro signore creò il mondo, arrivò al punto che, creato Rubik, c’era da creare il cubo di Rubik.

ecco.
dice il professore che a nostro signore non gli riusciva tanto bene fare i cubi (così si spiegano anche i cubisti) e allora lui (nostro signore dico) fece un sacco di prove prima di arrivare al dunque.
quelle che non lo soddisfacevano, le buttava stizzito di sotto, dice il professore.

son arrivate così le piramidi in egitto, dice.
son gli scarti di uno che non ci capiva un cubo.


sagome evocative

22 gennaio, 2008

il professor Trilleri era calvo e grasso.

tutte le volte che durante la lezione passava davanti al proiettore che poi sullo schermo delle slides si vedeva l’ombra io mi aspettavo che partisse la musichetta di Hitchcock.


eutanasie

20 dicembre, 2007

tutte le volte c’era il professore che spiegava la caduta dei gravi e allora diceva che se voi prendete un grave e lo lasciate cadere da mettiamo dieci metri.

era lì che il giovane Isacco Newton lo interrompeva sempre: per forza, dopo che è caduto da dieci metri per forza che è grave, diceva l’Isacco.

così che il professore alzava gli occhi al cielo disperato e specificava che no, che quello era già grave prima di buttarlo di sotto.


al prossimo casello, usciamo

12 novembre, 2007

cristo si è fermato a Eboli.

per forza.
era già iniziata da quindici chilometri la fila sulla Salerno-ReggioCalabria.


figuracce

2 novembre, 2007

diceva Maria Antonietta

(Maria Antonietta era una che ci piacevano le brioches)

che una volta persa la testa diventava trascurabile l’aver o meno perso la faccia.


il terzo incomodo

13 settembre, 2007

Ernő Rubik non sentiva cazzi di teorie tolemaiche o copernicane.

diceva che la terra era cubica, lui.
e che se solo gli avessimo dato un paio di giorni, avrebbe trovato anche la combinazione.


il mondo è fatto a scale

26 giugno, 2007

tutti si ricordano di quella famosa litigata tra Escher e sua moglie, nella casa di Baarn (al confine tra l’Olanda del nord e l’Olanda del sud), quell’anno che avevano deciso di soppalcare il monolocale.

(escher era uno che faceva dei disegni, sua moglie era sua moglie)

che lei voleva andare all’IKEA a comprare la scala per salire su.

(l’IKEA è un posto dove regalavano le matite con cui Escher faceva i disegni)

e lui che diceva no, che delle scale lui non si fidava.
che le scale non portan mai da nessuna parte, diceva.


sanitari multiuso

15 maggio, 2007

dice che quel ragazzetto che si chiamava Duchamp un giorno prese un cesso e lo mise in una galleria d’arte.
fu così che diventò un artista (che uno pensa che è difficile diventare artisti e invece) e da allora qualunque cosa faceva poi tutti dicevano che era un’opera d’arte.

per esempio dice che una volta arrivò a una festa (Duchamp, dico) e appena entrato si tolse il soprabito e lo appoggiò su una poltrona: ecco.
nessuno osò spostarlo perchè tutti pensarono che fosse un’installazione di quel Duchamp là che era un artista famosissimo quando invece lui (sempre Duchamp, dico) si era semplicemente tolto il soprabito e non sapeva dove metterlo, che quella mica era casa sua.

io, da quando ho saputo questa cosa interessantissima di Duchamp, per non generare spiacevoli incomprensioni, uso il cesso come attaccapanni.