buoni propositi

28 febbraio, 2007

io meglio se non lo guardo.
davvero.

mica son prevenuto, no: è che io l’ultima volta che ho visto il festival di San Remo, poi sono morto.
non vorrei avere una ricaduta.


fortunato al gioco

27 febbraio, 2007

mi pareva troppo strano.
non mi tornava proprio quella storia che uno esperto come il Bertacci (Fortunato di battesimo) si fosse fatto fregare tutti quei soldi a carte.

poi si scoprì che aveva sbagliato tavolo da gioco.
che se ne era accorto quando, calato il terzo poker d’assi cosecutivo, gli altri avevano fatto l’ennesima scopa di quattro.


stare lontano dai binari

21 febbraio, 2007

s’era lì, alla stazione di Bolgheri.
che alla stazione di Bolgheri ci passerà sì e no un treno ogni due giorni, ma non si sa mai.
s’era io e il bagnino del Bagno Vincenzo di San Vincenzo: lui che procedeva cauto toccando gli ostacoli con il bastone, io che gli camminavo accanto.

(è cieco, il bagnino del Bagno Vincenzo di San Vincenzo: sceglie la direzione in cui buttarsi in mare in base alle urla della persona da salvare, che è cieco lui, ma c’ha l’udito più sviluppato, che funziona così, coi ciechi)

che si camminava pure male, in mezzo a tutti quei sassi, a scavalcare quei pezzi di legno, a inciampare su quei cosi lunghi di ferro; ma ogni tanto gli piace, al bagnino cieco del Bagno Vincenzo, di fare queste cose trasgressive e allora io ce lo accompagno volentieri: che si sa, a una certa età, meglio non mandarli in giro da soli.
si sa mica quello che combinano, in giro da soli, a una certa età.

(l’udito più sviluppato, si diceva. Per esempio, quando la persona da salvare non urla più, allora vuol dire che è affogata: matematico, e a quel punto il bagnino del Bagno Vincenzo di San Vincezo gira il culo e se ne torna a riva; che tanto ormai, dice lui)

insomma a un certo punto mi fa:
oh, ma che te lo sai dove si prende il treno per Follonica?

m’è toccato a me, che c’ero solo io lì, di rispondergli:
Gino, se non ci si sposta dai binari, nella schiena, si prende.
il treno per Follonica.


il riso fa (buon) sangue

15 febbraio, 2007

te lo ricordi il Berselloni? quel nostro compagno di classe, quello che le ragazze gli cadevano tutte ai suoi piedi: quello che ora fa il pornodivo part-time?
quello, sì.
te lo ricordi cosa diceva sempre il Berselloni quando dispensava munifici consigli?
le donne, falle ridere.
diceva.

oggi ho capito perchè.
che al bar, al tavolino davanti a me, c’era una che le è preso una crisi di riso, ma così forte e convulsa che ha raggiunto un orgasmo multiplo di circa un quarto d’ora.

poi si è accesa una sigaretta ed ha sussurrato nel vuoto:
sei stato fantastico.


campagna di sensibilizzazione

14 febbraio, 2007

c’era un fumatore così accanito che quando finiva la sigaretta, per non buttare via niente, si ingoiava il mozzicone.

poi un giorno il dottore gli diagnosticò una brutta tosse.
e allora smise: di ingoiare i mozziconi, dico, di fumare nemmeno a parlarne.
nelle sue memorie racconta che però fu una decisione che gli costò molti sacrifici.


ad ognuno le sue croci

9 febbraio, 2007

oh, ma lo sai che mi avevan rubato la macchina?
insomma sì: io ormai c’avevo rinunciato a ritrovarla, che pensavo che era già là che girava in Romania con una targa bulgara.
c’avevo fatto una croce sopra, io, a questo punto.

e invece l’altro giorno passo sul lungomare e, che tu ci creda o no, caro utente ladro, la mia vecchia Regata dell’81 era lì parcheggiata.

da cosa l’ho visto che son sicuro che era la mia?
dalla croce.
te l’ho detto no che c’avevo fatto una croce sopra.
per riconoscerla, ce l’avevo fatta: proprio lì sul centro del cofano.
son furbo, eh?


dritti alla meta

5 febbraio, 2007

c’era uno che aveva iniziato a contare.
e diceva vedrai che c’arrivo: oh, se c’arrivo.
alla fine.

poi un matematico di passaggio ci provò a spiegargli che di numeri ce n’è un’infinità e che alla fine non ci si arriva mai.

ma lui insisteva:
non ci si è mai arrivati, ma solo perchè nessuno ci si è mai messo d’impegno.