boomerang

30 aprile, 2007

raccontano le cronache del tempo che il conte Gilberto da Courmayeur (bassa Provenza), nonostante sia vissuto nel settecento

(il settecento è un anno che durò cent’anni, che in quegli anni ce ne erano parecchi di questi anni strani, che duravano più di un anno, cento per la precisione; in quegli anni ce ne era più o meno uno ogni cento anni di questi anni che duravano cent’anni come il settecento: l’ottocento, per esempio, ma non divaghiamo, che con le date bisogna essere precisi)

non riuscì mai a battersi in un vero e proprio duello, perchè ogni volta che lanciava il suo personale guanto di sfida, quello (il guanto, dico) gli ritornava indietro.


revisionismo storico

25 aprile, 2007

c’è il piccolo Paolino (pensa te quanto è piccolo) che si lamenta continuamente del suo professore di storia.

dice che ieri, per esempio, gli ha spiegato che il muro di Berlino è caduto perchè ci son crollate sopra le torri gemelle.


nostalgia dei tempi andati

18 aprile, 2007

– oh, ma te lo ricordi il 17 di aprile del 2007?
– come no! sembra ieri
– già… passa il tempo, eh?


trilocale

14 aprile, 2007

la cosa buffa è che il Lupini

(te lo ricordi il Lupini? diomio, se non te lo ricordi sei proprio rincoglionito, visto che se ne parlava ieri)

insomma al Lupini si diceva, una volta gli aprirono pure la porta: eran due topi d’appartamento

(sempre per chi non sa le lingue si specifica qui che son gente, i topi di appartamento, mica topi, eh)

che a vederlo gli fece pure pena (il Lupini a loro gli fece pena, dico) e allora smisero di rovistare nei cassetti e gli offrirono un caffè.

e poi gli dissero: faccia come fosse a casa sua.


monolocale

6 aprile, 2007

Gaspare Lupini, anni 43, di Bertinoro

(che sarebbe un posto in provincia di ForlìCesena, che invece sarebbe una provincia che nè a Forlì nè a Cesena c’avevano i soldi per farsi una provincia per uno e allora hanno fatto una colletta e messo su una provincia tutti insieme)

era così stanco di vivere da solo che ogni volta che rientrava a casa, prima di infilare le chiavi nella porta, suonava il campanello.

non si sa mai, diceva.