monumenti riciclati

23 giugno, 2008

dice il professor Sferotti, titolare della cattedra di teologia a Vico Equense (NA) e di quella di geometria a Gallico (RC), che quando nostro signore creò il mondo, arrivò al punto che, creato Rubik, c’era da creare il cubo di Rubik.

ecco.
dice il professore che a nostro signore non gli riusciva tanto bene fare i cubi (così si spiegano anche i cubisti) e allora lui (nostro signore dico) fece un sacco di prove prima di arrivare al dunque.
quelle che non lo soddisfacevano, le buttava stizzito di sotto, dice il professore.

son arrivate così le piramidi in egitto, dice.
son gli scarti di uno che non ci capiva un cubo.

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il mondo è fatto a scale

26 giugno, 2007

tutti si ricordano di quella famosa litigata tra Escher e sua moglie, nella casa di Baarn (al confine tra l’Olanda del nord e l’Olanda del sud), quell’anno che avevano deciso di soppalcare il monolocale.

(escher era uno che faceva dei disegni, sua moglie era sua moglie)

che lei voleva andare all’IKEA a comprare la scala per salire su.

(l’IKEA è un posto dove regalavano le matite con cui Escher faceva i disegni)

e lui che diceva no, che delle scale lui non si fidava.
che le scale non portan mai da nessuna parte, diceva.


sanitari multiuso

15 maggio, 2007

dice che quel ragazzetto che si chiamava Duchamp un giorno prese un cesso e lo mise in una galleria d’arte.
fu così che diventò un artista (che uno pensa che è difficile diventare artisti e invece) e da allora qualunque cosa faceva poi tutti dicevano che era un’opera d’arte.

per esempio dice che una volta arrivò a una festa (Duchamp, dico) e appena entrato si tolse il soprabito e lo appoggiò su una poltrona: ecco.
nessuno osò spostarlo perchè tutti pensarono che fosse un’installazione di quel Duchamp là che era un artista famosissimo quando invece lui (sempre Duchamp, dico) si era semplicemente tolto il soprabito e non sapeva dove metterlo, che quella mica era casa sua.

io, da quando ho saputo questa cosa interessantissima di Duchamp, per non generare spiacevoli incomprensioni, uso il cesso come attaccapanni.