controcorrente

31 maggio, 2007

il Tonino Castori eran sessant’anni che di mestiere pescava giù al fiume.

eppure ancora non si capacitava del perchè i salmoni rimanessero impigliati sempre dalla parte sbagliata della rete.


il senso dell’orientamento

25 maggio, 2007

io, ci son le volte che prendo una strada a caso e poi finisco in un posto che mi pare di conoscere e dico: toh, ma guarda dove son capitato!

il fatto è che io toh, ma guarda dove son capitato lo dico anche quando prendo un’altra strada a caso e finisco in un posto che son sicuro che non ci son mai stato in vita mia.

lo faccio così, per mettermi a mio agio.


le nozze di cana

23 maggio, 2007

c’è l’oste

(l’oste sarebbe quello non se ne può fare a meno quando c’è da fare i conti)

dell’osteria giù all’angolo: l’ha presente, signora mia?
quello perennemente ubriaco con il naso rubizzo che sembra Mastro Ciliegia?
ecco, proprio lui.

che tutte le volte che gli chiedo una bottiglia d’acqua per buttar giù il pranzo mi guarda schifato e mi dice che meglio di no: che l’acqua fa la ruggine, dice.

e allora a me, per convincerlo, mi tocca di giurare che la userò solo per lavarmi le mani.


sanitari multiuso

15 maggio, 2007

dice che quel ragazzetto che si chiamava Duchamp un giorno prese un cesso e lo mise in una galleria d’arte.
fu così che diventò un artista (che uno pensa che è difficile diventare artisti e invece) e da allora qualunque cosa faceva poi tutti dicevano che era un’opera d’arte.

per esempio dice che una volta arrivò a una festa (Duchamp, dico) e appena entrato si tolse il soprabito e lo appoggiò su una poltrona: ecco.
nessuno osò spostarlo perchè tutti pensarono che fosse un’installazione di quel Duchamp là che era un artista famosissimo quando invece lui (sempre Duchamp, dico) si era semplicemente tolto il soprabito e non sapeva dove metterlo, che quella mica era casa sua.

io, da quando ho saputo questa cosa interessantissima di Duchamp, per non generare spiacevoli incomprensioni, uso il cesso come attaccapanni.


cantina matrimoniale

9 maggio, 2007

c’era quel tizio (io me lo ricordo, te non lo so) che voleva sempre la botte piena e la moglie ubriaca.

che aveva trovato il modo, lui.
eran vent’anni che teneva la moglie dentro la botte.