sono morto

2 marzo, 2007

ieri ho girato l’angolo e mi son trovato di fronte un essere straordinariamente basso con una pistola in mano.
(un bambino, insomma)
mi ha guardato minaccioso e mi ha detto: ora ti ammazzo, BANG!
poi ha aggiunto: sei morto!
ed è scappato, mentre tutti i passanti facevano finta di non aver visto niente.
(maledetta omertà)

io son tornato a casa, mi son seduto sul divano e ho pensato che credevo fosse più tragico, esser morti.
che saranno ormai ventiquattro ore che son morto e quasi mi sembra che non sia successo nulla.


scrupoli

16 gennaio, 2007

poi però.
quel bambino con la faccia da vecchio che quasi mi alzavo e gli dicevo prego vuole sedersi.

poi ho pensato che era così piccolo che magari da seduto c’aveva le zampette che non toccavano nemmeno terra e allora penzolavano nel vuoto come solo le zampette di un bambino di cinque anni sanno fare.

e allora non gliel’ho più chiesto se voleva sedersi.
che avevo paura di metterlo in una situazione imbarazzante: uno di settant’anni, con le zampette a penzolare nel vuoto.


un ragazzo maturo

15 gennaio, 2007

oggi sull’autobus c’avevo davanti un bambino con la faccia da vecchio.

c’avrà avuto cinque anni, il grembiulino nero stirato e lo zaino di Snoopy più grande di lui, però la faccia.
dalla faccia, settanta gliene davi, di anni.

che a un certo punto c’è mancato poco così che mi alzavo e gli dicevo: prego, vuole sedersi?


puff

20 dicembre, 2006

(è un suono onomatopeico, eh)

la bambina in fila davanti a me in pasticceria, quella con zainetto di harry potter.
sarà che mi sono distratto un attimo a guardare un cornetto, ma è sparita.
mah.


costumi locali

18 dicembre, 2006

stamani sull’autobus c’era un bambino con le scarpe di prada.
c’aveva la faccia, lui, di uno che non gliene poteva fregare di meno, di avere le scarpe di prada.
la faccia di uno che la sua vita non cambiava mica, ad averle o a non averle: le scarpe di prada.

c’avrà avuto due anni, per forza.